lunedì 6 settembre 2010

Eri così carino

Il gioco volge al termine
Punta sul nero
Punta sul rosso
Punta di pù
Il gioco è fatto
La posta sei tu
Letteralmente.
Non capisco sinceramente cosa si possa trovare nel giocare e buttar soldi nel poker on-line.
Non c'è banner su internet, non c'è inserzione su giornale, non c'è pubblicità in TV che non faccia continuamente menzione alla cosa.
Sul digitale terrestre, quello in chiaro, ho contato almeno 3 canali tematici sul poker; non so quanti ce ne possano essere sulle piattaforme a pagamento tipo Sky.
Benchè io sia un pessimo giocatore di carte in assoluto, (non conosco neanche i punti della Scopa, mi fermo a Carte a Lungo e Denari, il resto è puro mistero al pari della storia dei Templari), apprezzo il "rischio" del poker.
L'idea che un "punto" possa entrare in mano, idea che sta nel mezzo tra una scienza matematica e statistica e la mera botta di fortuna, ammetto che è affascinante.
Come in molte cose, penso, che le passioni in genere siano positive quando non portate all'eccesso.
Riunirsi per giocare a carte con amici e parenti durante le classiche feste natalizie o di fine anno non fanno specie.
Piazzarsi ogni sacrosanto giorno davanti un pc, giocando soldi e soldi con altri sconosciuti, non la vedo una cosa intelligente.
Non trovo intelligente neanche immaginarsi "pokeristi" di professione. Tempo fa vidi un servizio, stranamente intelligente, su MTv. Faceva vedere come dei perfetti perditempo avessero sbancato il lunario giocando a poker. Prima sui siti di poker online, poi, dal vivo in tornei in giro per mezzo mondo.
Perfetti idioti, capaci di mettere a stento due parole di seguito, che però avevano, parole loro, "il dono" di saper giocare a poker. Guidavano macchinoni, indossavano capi firmati, ma avevano a stento un diploma preso con la scuola Radio Elettra.
Nella mia personale hit-parade degli idioti patentati che fanno soldi a palanche, da quel giorno, i pokeristi se la stanno combattendo quasi ad armi pari con i calciatori.
I pokeristi però, a vedersi, sono molto più ridicoli. Corredati da occhiali da sole, bandane, cappelli, cuffie, cappucci, mantelli, monili e feticci vari porta fortuna.
Ridicoli quando giocano il famigerato "all-in", dove si alzano, siedono, pregano, sbraitano, sorridono, piangono, toccano, grattano e spulciano pure.
Ridicoli perchè pensano di dominare il caso, il caos, il fato e il destino.
Ridicoli perchè si pensano dei geni della statistica.
Ridicoli perchè si fanno attrarre, come degli allocchi, dalle insegne luminose.
"Gioca con Totti" (che dubito pure, sappia le regole del gioco)
"Fai il torneo con i vip di Italia Uno" (ahhh, annamo bene! [cit. Sora Lella])

4 commenti:

  1. a mio modesto parere vedere le facce degli avversari e cercare di capire dal loro sguardo se stanno bluffando o meno è una parte imprescindibile dal poker. Senza si riduce a un semplice gioco di carte come scala quaranta.
    Per questa componente psicologia il poker è l'unico gioco di carte che riesco a fare senza rompermi le scatole dopo 5 minuti (e conta che in genere gioco a caramelle invece che a soldi ;)).
    anche io non capisco proprio il senso del poker online.

    RispondiElimina
  2. il poker online ha lo scopo di "vendere" il prodotto e lo fa se no non ci sbriciolavano i maroni con tutta sta pubblicità...e poi tutti i giocatori se ci pensi sono come delle isole che,a turno, hanno il loro momento di gloria.bo a me fanno tristezza...anche un po rabbia che guadagnano a sbuffo...come dici tu bof...

    RispondiElimina
  3. Io ci ho giocato qualche volta a Poker on line. In mancanza di meglio da fare è una partita a carte, né più né meno (a parte che non c'erano soldi di mezzo)

    RispondiElimina
  4. CMT, come passatempo, a caramelle, non ci trovo nulla di male. E' un gioco come altri.
    E' l'estremo, con i soldi, con gente che di "professione" fa il giocatore di poker che un pò mi urto ^_^

    RispondiElimina