lunedì 20 settembre 2010

Tre volte all'IKEA per me, posson bastare


Una l'ho fatta perchè ero fidanzato provetto.
La mia ex mi ci portò con l'inganno (occhi dolci, moine, coccole varie). Il risultato fu che comprammo una cassettiere piccola e comoda da vedersi montata; assurdamente pesante da portarsi dietro nel suo "comodo" scatolone.
Sprovvisto di macchina, sprovvisto, già all'epoca, di muscoli, provvisto solo di pazienza e aMMMore, mi trasportai il tremebondo scatolone. E solo un carrello della spesa, abbandonato casualmente nei pressi della fermata del bus, mi evitò l'uscita di una mezza dozzina di ernie!

Una l'ho fatta per curiosità. Purtroppo il difetto non ce l'hanno sole le femmine o i gatti.
Ma sopravvissi alquanto indenne. C'andai con mia madre che, invero, non aveva mai visto assieme cotanta proliferazione di mobili e ninnoli vari.
Rimase scossa, ricordo ancora, e l'effetto novità in lei fece da freno. Non comprò nulla, cosine semplici, piccole, leggere. Entrarono tutte in una busta di carta che portai, con il sorriso in bocca, per tutto il tempo. Mai fardello fu puì gioioso da trasportare.

Una (spero l'ultima, ma non ci credo assoltuamente) l'ho fatta ieri.
La mamma è cresciuta, ha nuovi e potenti anticorpi contro l'effetto novità dell'IKEA.
E' mamma, e come tale, con uno sguardo, un sospiro e qualche parola di circostanza - "Ehhh, non mi porti mai da nessuna parte..." - mi ingabbia.
Non l'ha fermata la ressa, non l'ha fermata il caldo, non l'ha fermata neanche la contigua presenza del mio nipotino (con annessi padre, madre e passeggino della grandezza di un SUV!).
6, SEI, SIX, 5+1, ore passate a girare per l'IKEA.

All'ora di pranzo, per prendere possesso di un tavolo ho dovuto richiamare alla mente tutte le tecniche di Hokuto, Nanto e Cento!
Il tutto per una buona insalata mista (non sono e non voglio fare il modello, ma se su sei cene, cinque le impieghi mangiando fritture, anche il mio fegato decide di andare in Jamaica), un panzerotto semicongelato, e uno spicchio di torta dall'aspetto invitante ma del cui gusto non vi posso dire da che, madre, fratello e cognata, se la papparono in un barbatrucco...
Per girare nell'immenso spazio stipato quasi all'inverosimile, care mi sono stati gli insegnamenti di Ambrogio Fogar e Mc Giver! Credo di essere passato almeno una 15ina di volte dal VIA senza ritirare le 20.000 Lire.
Scioccamente seguivo le indicazioni ===> Casse/Uscita.
Era, ovviamente, un modo per farti girare in tondo per reparti e scaffali assolutamente assurdi.
Proprio vero: il modo più veloce per collegare due punti è la retta.
In Svezia, a quanto pare, il modo più veloce è qualcosa dal nome assurdo, che in italiano suonerebbe "Gioco dell'oca".

Spese fatte:
- una lampada per la mia stanza;
- una mensola per i tanti libri che non so più dove mettere;
- un mobile per la cucina (che letto così pare una cazzata, ma smontato e inscatolato pesa(va) quanto Platinette.

N.B. I miei zebedei, per fortuna, non si sono staccati. Ma se fosse successo, con le dovute istruzioni, avrei potuto rimontarli.


4 commenti:

  1. io all'ikea son stata due volte, sempre con gli stessi amici, con la scusa di incontrarci a metà strada con un'amica che vive nelle Marche.
    Ogni volta sono stata presa dal mio solito senso di claustrofobia da supermercato... però le polpette con la salsa ai frutti di bosco valgono tutto questo!

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  2. il difetto ce l'hanno le femmine, i gatti e il mio cane. D'altra parte si dice che i cani assomiglino ai padroni, e io sono donna.. tutto torna.
    Ricorda però: quando entri all'Ikea, è come se entrassi nel castello degli specchi del luna park, quando pensi di aver trovato l'uscita... ZACK che ti trovi davanti ad altri scaffali! e ti fregano.

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  3. ma allora uno che mi porta all'ikea lo trovo!!!! ok mi sto esercitando con sorrisini occhiatine e smaneggi vari...c'ho da prendere una libreria comincia ad allenarti!

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  4. @ Fed: ti deluderò, ma le polpettine non le ho mai assaggiate. A parte l'indisposizione, c'era una fila di almeno 30 minuti solo per ordinarle -__-

    @ Monica: deluderò anche te, ma non sono neanche mai stato in un castello degli specchi. L'ho spesso visto in TV e non deve essere tanto facile uscirne. Fatto stà che per qualche minuto ho davvero sudato freddo nei meandri dell'IKEA e già mi sentivo a disagio immaginando che da un momento all'altro all'altoparlante annunciassero "Il bambino Pierpaolo è atteso dalla madre alle casse!"

    @ mgg64: bof...per una libreria, vista la vaga passione della lettura, forse forse la sopporterei. Non dovresti corrompermi neanche più di tanto :)

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