venerdì 20 novembre 2015

22



Più o meno ogni giorno aggiorno il mio calendario da scrivania.
Ieri sera, passata la mezzanotte, prima di mettermi a letto ho fatto "click".
Scatta, ovviamente, il 20-11.
Preso da fisime personali, beghe lavorative, affetti inappetenti, avevo quasi dimenticato l'arrivo di questo giorno.
Oggi, 22 anni fa, moriva mio padre.
Con questo pensiero mi sono messo quindi a letto.
Nonostante la TV accesa e la serpeggiante stanchezza, non sono riuscito a prendere sonno.
Automaticamente ho pensato a cosa accadde 22 anni fa.
Un fiume di sensazioni e di ricordi.
Ricordo ancora come la mattina del giorno del funerale, feci giusto due telefonate a quel paio di amici dell'epoca (che a loro volta, come accadde, avvisarono tanti altri amici).
Ricordo il funerale, era una giornata grigia, uggiosa.
Ricordo il saluto a mio padre, lì nella bara.
Ricordo anche che piansi, che sbattei un paio di porte.
Ero un ragazzetto di 17 anni. Molto scenico, tutto sommato.
Mio padre mi manca.
Ha le sue colpe. Già lo scrissi proprio su questo blog anni fa. Non mi ripeterò al riguardo (alla Paganini).
Al pensiero non certo festoso della ricorrenza, si è unita un'altra prepotente constatazione.
Sono passati appunto 22 anni. Ed io cosa sono diventato?
Una delle cose che più mi ha colpito (e che comunque mi sta colpendo di frequente, come un lavoro di cazzotti ai fianchi che manco Tyson), è che non sono diventato nulla di quello che speravo.
Cioè, senza giri di parole: a 40 anni (ok 39) mi vedevo quantomeno sposato e con un paio di figli.
Invece sto qui' a scrivere minchiate su un blog, a fare il "ragazzo dei concerti", il nerd da convention e mostre fumettistiche ed  ad interpretare un decadente pensatore rurale.
Cosa non va in me?
Cosa non ha funzionato da 22 anni a questa parte?
Sinceramente, vedo gente felicemente accoppiata che, diciamocelo, qualche dubbio sulle altrui capacità visive ed olfattive lo insinua.
Sono davvero così pessimo?
Sono davvero così brutto? Antipatico? Pignolo? Rancoroso?
Forse non so fare bene l'amore. Cacchio! E' importante anche quello! Non penso proprio di essere un pornoattore (nè come prestanza, nè come durata, nè come idee e fantasie particolari).
So di non avere un bel carattere. Ma, cazzo, ci sono persone veramente formate dal 90% di sterco (non parlo solo di estetismo, ma anche di valori e modi di fare interni) che hanno famiglia!
Non mi spiego. Non posso prendermi sempre e solo io la colpa di tutto. Qualche colpa ce l'ha pure altra gente.
Tutte le mie (poche) ex di cui ho notizia, ora sono belle e che felici. Una, pochi giorni orsono, spulciando tra i contatti di wazzpp, come foto profilo aveva lei in abito da sposa.
Pare che io sia quello che passa e lascia qualcosa. Si, certo! Lascia la voglia di trovare una persona totalmente differente.
E' come se fossi una specie di punto di confronto. Quello che "mai più". La brutta copia di quello che poi viene.
Sono il punto di rottura.
Non nascondo che in me, queste autodefinizioni, creano un piccolo moto di orgoglio.
Ecco. Io sono orgoglioso. O, almeno, divento orgoglioso per ste cazzate. Mi crogiolo in queste cavolate da ragazzino brufoloso.
Sono rimasto ad un punto fermo della mia vita. Quello che quando andavo a mare, mi piazzavo in acqua ed aspettavo i cavalloni. Mi mettevo lì con un ginocchio a proteggermi ed aspettavo l'impatto.
Venivo, ovviamente, spezzato e capovolto il più delle volte. Ma mi sentivo forte, come  Come quello che aveva spezzato l'onda, anche per un istante.
Vivo di fratture ipotetiche di onde. Onde che invece infrangono me.
Dovrei uscire dal mare. O se ci devo stare, nuotarci come fanno quasi tutti i comuni mortali.
Avrei voluto avere dei figli.
Una femminuccia per iniziare. Forse l'avrei voluta chiamare Azzurra.
Un maschietto anche. Chissà se sarebbe uscito spiccicato a me, come io sono uscito spiccicato a mio padre.
Penso sarei stato un buon padre.
Anche un buon marito, o compagno (non reputo fondamentale il matrimonio).
E invece nulla.




2 commenti:

  1. Più che la triste ricorrenza, che sicuramente incide sul morale, è come se questa fosse l'occasione per un confronto che non ti soddisfa e contribuisce ad aumentare il tuo dolore

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  2. Anche per me oggi è un anniversario triste. Giorno grigio e pioggia battente. Pensieri grigi e battenti. È bello leggerti, resta la tua ironia latente nello scritto ma sei piu poetico e morbido. Chi ti conosce bene conosce anche la tua dolcezza pur ben nascosta nella ruvidita. Ovviamente sai benissimo che in te non ci sono cose sbagliate ma ti trovi delle scuse, lo facciamo tutti. In effetti ti avrei visto bene come padre. Forse non è ancora il tuo tempo, ma vivi, tantissimo. Vivi tantissimo Pier.

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