venerdì 27 novembre 2015

Io e ZC



ZC, meglio noto come Zerocalcare, meglio noto come...il vero nome non me lo ricordo, non penso che sia importante.
ZC è un fumettista. E' italiano ed è bravo.
Il fatto di essere cresciuto, tra gli altri, a pane e comics americani o manga giapponesi, mi ha fatto sempre storcere il naso nei confronti del nostrano panorama fumettistico.
Non sono mai stato un particolare estimatore dei Bonelli, ho retto, in passato, qualche numero di Nathan Never, del tanto blasonato Dyland Dog ho digerito forse 5 numeri in 25 anni di onorata carriera di lettore di fumetti, recentemente ho sopportato per 6/7 numeri tale Dragonero.
Anche i vari Diabolik, Lupo Alberto, perfino Corto Maltese non mi hanno mai preso più di qualche numero.
Sarà che anche nel fumetto ho gusti un po' sparaflashati, e snob, ma ho sempre preferito leggere storie di tipi in calzamaglia con colori sgargianti o emo dark/bassisti carismatici con complessi di onnipotenza o con carenze varie d'affetto.
Ecco. Un barlume, neanche tanto piccolo, anzichenò direi accecante, lo riscontrai nel Rat Man di Leo Ortolani.
E' stato forse il primo autore italiano a colpirmi. Con la sua ironia ed i suoi continui riferimenti al mondo nerd/geek.
Insomma. Un nerd/geek che scrive cose per altri nerd/geek.
L'evoluzione di Ortolani, per conto mio, ha portato poi a Zerocalcare.
Ecco. Io quando leggo Zerocalcare è come se leggessi me.
Non so, non mi è quasi mai accaduto leggere ed immergermi così tanto in un fumetto. In una storia, in un personaggio.
Trovarci non solo tanti riferimenti, ma anche tante certezze, tante verità.
E' come, d'improvviso, sentirsi meno soli, meno unici, meno abbandonati.
Non voglio scrivere un pippone psicopedagogico al riguardo. Zerocalcare, credo, va semplicemente letto.
Potrà piacere, credo, al pubblico un po' meno "vip". A quelli che a scuola erano un attimo meno protagonisti, quelli magari un po' presi in giro per il naso troppo lungo o perchè leggevano, appunto, fumetti.
Agli altri, probabilmente, potrà sembrare una cazzata.
Per quegli altri, le cazzate eravamo già noi.
Ma va bene così. Anche nei fumetti di Zerocalcare non ci sta rancore, non ci sta rivincita.
Ci sta il risultato di come certe cose segnano la vita di tutti noi. Dalle più piccole alle più grandi. Dal non aver avuto un giocattolo o il proprio primo bacio non ricevuto se non a 18 anni.


1 commento:

  1. Adoro Zerocalcare proprio perché mi ritrovo nelle situazioni che rappresenta, quindi ti capisco appieno :)

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