venerdì 11 dicembre 2015

Cosa succede amico estetico?



Ieri sera sono stato al concerto di Venditti.
Ok.
Sto male?
Si. 
Forse.
Potrebbe andare meglio, quello sempre.
Il fatto è che mi è piaciuto.
Sinceramente, quando il mio amico concertaro "L" mi ha proposto la cosa ho storto un attimo il naso.
Cioè. Io non sono tagliato per quel genere di musica, o almeno è quello che credo (o credevo).
Eppure Venditti, mi sono reso conto, calca i palchi musicali da una quarantina d'anni. Insomma, non è proprio l'ultimo dei fessi.
Diciamo che della generazione dei "68ini" è uno dei pochi che si è salvato, e pur virando verso una maggiore commercializzazione del proprio genere ha pur sempre mantenuto un certo livello di qualità e, cosa di non poco conto, orecchiabilità.
Perchè tutto sommato i suoi brani, per quanto alcuni decisamente interessanti anche nei testi, sono quelli che ti puoi ritrovare abbastanza di frequente a fischiettare.
Ma non è certo che lo scopro io Venditti.
E' che mi sono scoperto di sapere, nonostante tutti i miei muri interni, abbastanza bene molti testi delle sue canzoni.
E qui' che sono caduto come un asino. 
Sono più morbido di quanto voglia credermi e non solo apparire.
Quando sento certe parole, certi ritornelli, certe dannate storie raccontate e cantate, non posso non sentirle in parte su di me.
Venditti, forse più di altri, qualcosa la smuove dentro di me.
E non era previsto.
Come non era previsto il concerto.
Come non era previsto pensare ad una certa persona durante il concerto.
Antonè, potevi farti i fattacci tuoi?
O potevo farmeli io?
Forse più la seconda.

Rincoglionirsi non conviene.


2 commenti:

  1. Romanticone, sempre detto.
    Tu sei dentro di meeeeeeeeee come l'altra mareaaaaaaaa......l'hai cantata di la verità!!!
    Dillo a quella persona che l'hai pensata, forse le farà piacere, non fare il riccio as usual.
    Te la ricordi l'orso bruno?
    Eli

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  2. Si, certo che la ricordo.
    No, non credo glielo dirò.

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