giovedì 17 dicembre 2015

Solo (senza Han) per me



E' uscito il nuovo film di Guerre Stellari.
Lo sanno pure i sassi, credo.
Spinto dalla volontà di vederlo, ho da prima trovato un cinema decente in zona che lo trasmettesse, successivamente è sorto l'annoso dubbio sul quando andarci e, soprattutto, col chi andarci.
Fare l'orso o il riccio (come dice qualcuno) o tentare la ricerca di un po' di socialità.
Tra i miei amici/conoscenti più immediati, anche in termini di vicinanza kilometrica, non ho molti appassionati del genere.
Per fortuna, ultimamente, ho conosciuto un gruppetto di persone molto simpatiche e tra queste ne spiccano un paio che hanno dimostrato di avere gusti ed interessi talvolta molto simili ai miei.
La tecnologia wazzappiana mi ha permesso quindi di proporre l'evento e, con grande gioia, vederlo accettato.
Quindi, se tutto va come al solito, martedì andrò a vedere, in compagnia di questa coppia di amici (marito e moglie) il nuovo Star Wars.
La felicità estemporanea della cosa però è stata un po' incrinata quando, nel momento di prenotare i biglietti online, mi è stata posta una innocua domanda: "Quanti biglietti per te?".
Ed io, sospirando e storcendo vagamente le mie labbra in un'espressione di disappunto, ho come di consueto digitato: "Solo per me".
Qualche mese fa avrei risposto in altra maniera, forse.
O più probabilmente avrei, come di consueto, girato a vuoto un film solo nella mia testa, ritrovandomi comunque solo.
Poi dici che sono solo film e racconti inventati. Ma questa storia della Forza e della battaglia tra il lato buono ed il lato oscuro colpisce secco.
Sono uno jedi nelle apparenze e speranze, un sith nella realtà.
E come tale il percorso è oscuro, freddo, tortuoso, va affrontato da solo. E probabilmente non porta da nessuna parte.



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