mercoledì 12 maggio 2010

Fattura

Niente malocchi o riti mal propiziatori, per carità.
Per fattura intendo la fattura aka documento comprovante di spesa o di prestazione.
C'è poco da fare, il "pane duro" per un ufficio di consulenza è e rimane la registrazione della contabilità.
Puoi essere bravo a fare i bilanci, a sapere di trasmissioni telematiche, a parlare forbito di EBIT, EBITDA, tin capitalization, di deducibilità e detraibilità, ma tutto è nulla in confronto alla liquidazione IVA che con cadenza mensile cala come una ghigliottina sulla testa dei contribuenti e dei loro consulenti contabili.
Con tutta questa crescente informatizzazione è forse uno dei pochi aspetti "materiali" che si ha in questo lavoro.
Il ritrovarsi la scrivania piena di pile e pile di fatture inserite in cartelline, raccoglitori, faldoni e chi più ne ha più ne metta, produce sensazioni miste alla paura e allo smarrimento.
Ma è anche una sorta di sfida. Un gioco magari, quello di riuscire ad abbassare le pile di cui sopra nel minor tempo possibile non fosse altro perchè, a ciclo continuo, le fatture ritornano e si riformano le pile; pare uno di quei videogame dell'epoca del Commodore 64.
Quindi, per non essere letteralmente sepolti, capirete, si deve essere quanto più veloci.
Salvo non siate come me che, disordinato e caotico per natura, riesce ad avere pile di carta inutile e magari risalente ai periodi delle guerre puniche anche quando non dovrebbe essercene, e allora è un altro paio di maniche.
Ma nonostante questa specie di "passione" per la registazione e la convivenza con il caos, c'è qualcosa che proprio mi fa boffare in maniera accentuata e rumorosa.
Passi quindi che le fatture le devo mettere in ordine di numero e data (quando, in altre realtà, so che è il cliente a portarle ordinate al consulente, anche perchè altrimenti il consulente, che ha poco tempo da perdere, non gliele registra! ok, forse eccessivo, ma tant'è...), passi anche che per quelle particolari fatture stampate su fogli continui debba pure mettermi e staccare sapientemente la filettatura laterale bucherellata, e passi che poi debba fare a volte delle operazioni di geometria euclidea per forarle ed archiviarle nei raccoglitori.
Ma...mi domando e chiedo non sopportandolo proprio, perchè:
1) alcuni clienti mi portano ancora le buste della posta sigillate contenenti, al caso, le fatture?;
2) alcuni clienti mi portano le fatture (e non solo) in buste della spesa?;
3) alcuni clienti mi portano delle fatture che paiono uscite da un combattimento di catch femminile nel fango (nel senso stropicciate, sporche, con impronte di scarpe, macchie non ben definibili...)?;
4) alcuni clienti mi portano tutt'altro che le fatture (copie di contratti dell'ENEL, estratti conto, copie di raccomandate, scontrini di quando vanno a comprare lo shampoo -e loro come attività fanno i carpentieri magari-, bolle di accompagnamento, ecc... ma non fatture appunto)?
5) se alcuni clienti pizzaioli mi portano le fatture unte che sanno pure di fritto, perchè quelle portate dai parrucchieri non profumano di lacca?
6) antonio?

5 commenti:

  1. Io direi sicuramente Antonio

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  2. La risposta alla 5 è che i pizzaioli emettono fattura quando stanno lavorando, i parrucchieri molto probabilmente no...

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  3. Gli attori porno come te le portano le fatture? :))

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  4. ahahahah....questo post e i commenti sono una meraviglia, non ho potuto trattenere una risata rumorosa.

    Saluto tutti e vi auguro una buona giornata.
    A pier un bacio sul naso

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  5. @ Fed: non avevo dubbi :D

    @ CMT: giusta osservazione. e poi, magari, le parrucchiere od estetiste stanno più attente a certe cose :)

    @ Vitone: LOL!!! purtroppo non sono un attore porno, al massimo potrei avere speranze nel cinema horror come controfigura credibile per mostri e zombie. però un dubbio me lo hai fatto nascere: un porno attore che codice attività dichiara? servizi di intrattenimento? ;)

    @ Eli: in effetti viene comodo sul naso. in un faccia a faccia è la prima cosa che in effetti ci si trova prepotentemente davanti :)

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