martedì 23 novembre 2010

Basilicata coast to coast



Da buon ultimo, ieri, ho visto il film Basilicata coast to coast.
Il film in questione, se non erro, è uscito verso aprile di quest'anno. Io, come in prefazione, l'ho visto molto in ritardo rispetto al 99% dei lucani.
Io, come qualcuno sa, non sono lucano di nascita, bensì di forzata adozione. Per questo, forse, ho visto il film con occhio meno sentimentale dei miei conterranei.
Questi ultimi, i lucani, sono stati in media felici e orgogliosi di essersi visti tributati, una volta tanto, qualcosa che li raccontasse così come sono.
Io, da non lucano, sono altrettanto orgoglioso del risultato prodotto.
Prima della visione del film non ero, sinceramente, molto convinto del risultato finale. Lo credevo uno spot vagamente retrò di una terra altrattanto retrò.
Retrò, inteso, nel senso più dispreggiativo del termine. Una terra arretrata, vecchia, bruciata.
Lo è, per inteso, la Basilicata è arretrata, è vecchia, è bruciata...ma è anche ancestrale, è anche veracea, originale, unica.
Piena di difetti e con pochi pregi. Pregi però che la rendono, anche per un non lucano come me, una terra da cui è difficile stancarsi ed allontanarsi.
E' una terra sconosciuta ai più (nel prologo del film si fa menzione al fatto che la stragrande maggioranza degli italiani non sa neanche dove sia...), è una terra sconosciuta anche a chi la abita. Così rurale, così ristretta, talvolta, che certi abitanti di alcuni suoi paesi non hanno mai varcato i limiti delle loro province, talvolta dei loro stessi comuni.
Non è capibile, non è spiegabile in poche parole. Lo è, solo in parte, dimostrabile o forse meglio, ipotizzabile, con la visione di questo film.
Visione, appunto, visione non solo come mera vista degli occhi ma come vera e propria visione di un modo di vivere, di uno spaccato di cultura che Carlo Levi, nel suo celeberrimo Cristo si è fermato ad Eboli, ha ben descritto.
Eppure, anche lui, nel suo raccontare, vivere e celebrare i costumi e gli usi lucani, ha intaccato, scheggiato, ma non penetrato l'armatura che protegge ed isola, al contempo, questa terra ed i suoi abitanti.
Non mi dilungherò oltre, non vi consiglierò di vedere questo film. Se lo farete, penso sinceramente, ne rimarreste incantati o scossi.
Vi domanderete se quelle immagini sono vere, se quei luoghi esistono sul serio, se la gente ragiona, vive, è proprio così.
Ebbene, da non lucano in terra lucana, vi dico che non è così. E' ancora più diverso, ancora più incantevole e scuotente.
Ma se vorrete visionare qualcosa di diverso, allora prendetevi un'ora e mezza scarsa di una vostra anonima e noiosa serata, non credo ve la peggiorerà ulteriormente.


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