giovedì 25 novembre 2010

E' facile esser belli



Lo credo fermamente. Essere belli è facile.
E' facile avere avuto Madre Natura dalla propria parte. E' facile far sì che il destino (o se vogliamo essere vagamente Darwiniani), o la sopravvivenza della specie, abbiano collaborato per far incontrare papà a mamma belli.
Non è una legge scritta ma ci sono numeri importanti al riguardo. Difficile immaginare che i figli (quelli naturali) di Brad e Angelina da grandi siano dei cessi.
Facile, invece, è per me immaginare che per i belli è facile tutto o quasi. E' facile farsi piacere, è facile farsi accettare, è facile essere cercati, perdonati, sopravvalutati.
E' facile fare una buona impressione se hai un bel musetto, in tutto, anche se fai la spesa al supermercato (perchè puoi passare avanti nella fila, e nessuno ti dirà nulla). 
Io parlo, ovviamente, da non bello. Parlo da "tipo" (invenzione simpatica per camuffare il termine brutto), parlo da quello che non si sente del tutto a suo agio con il suo aspetto fisico.
E non credo a boiate come "l'aspetto fisico non conta" perchè, ahimè, conta eccome. Se fossi bello, anche caruccio, diciamo piacente, penso avrei vissuto e vivrei una vita sociale decisamente più movimentata.
I belli, i gradevoli, i piacenti (maschi e femmine) hanno sempre le amicizie giuste, hanno sempre il posto della macchina sotto casa e non hanno mai un capello fuori posto, e se non  hanno capelli, fanno moda e sono belli uguali.
Se bello vuoi apparire un po' devi soffrire...e se la sofferenza consta di qualche ora in palestra o a fare attività sportiva, non ci vedo proprio una cippa di sofferente. E se anche lo fosse, beh, ne varrebbe alla fin fine la pena.
E anche considerazioni come "la bellezza col tempo sparisce", le reputo inutili. La bellezza serve e viene sfruttata proprio nei momenti cardine della vita di  una persona che, non me ne vorrete, si concentrano nei primi 25/30 anni di vita. 
Nell'infanzia per essere l'amichetto o amichetta del cuore. Nell'adolescenza per fare le prime esperienze amorose e sessuali (se sei un cesso, a voja a pregare che qualcuna te la dia...) e via via crescendo, passando per i esami universitari (dai, non dite che i prof o le prof non guardano chi hanno davanti, capello fluente, labbra carnose, fanno le loro porche figure) e colloqui lavorativi (sempre più selezionatori vogliono i CV con foto allegata, ergo, se sei non gradevole, puoi essere anche un cervellone, ma t'attacchi).
In conclusione, per me i belli e le belle, mi stanno antipatici di default.
A loro dimostrarmi, con moooolta fatica, che sanno essere qualcosa in più di un bel viso o un bel paio di tette.
In genere non s'affaticano, hanno da andare in palestra.

1 commento:

  1. Non sono d'accordo sulla prima parte, da tempo ho sempre più prove di una mia teoria secondo cui i belli tendono a mettere su famiglia coi cessi (la percentuale di coppie in cui uno dei due fa spavento solo a guardarlo è molto superiore rispetto a quella delle coppie in cui entrambi sono belli o entrambi brutti).

    Una particolarità: a me di CV con le foto in effetti ne arrivano tanti, ma quelli in cui ci sono sono di solito quelli per cui la vista della foto ti fa immediatamente venire voglia di scartare il candidato senza neanche prenderti la briga di vedere chi è e cosa fa. Le poche rare eccezioni sono i CV-con-foto di ragazze che fanno le hostess (che poi non si capisce bene perché li mandino qui in ditta...)

    RispondiElimina