sabato 20 marzo 2010

Dottò

Avrei una laurea, e potrei fregiarmi anche di un titolo vagamente altisonante, ma, per indole personale, tendo ad usare entrambi con parsimonia. Sarà l'ennesima dimostrazione della mia non eccezionale autostima, non so.
Insomma non mi va, quando mi presento o mi annuncio al telefono, di elencare tutta la pappardella "sono il dottor XYZ" o "sono il commercialista XYZ".
Talvolta mi scordo anche di dire il mio cognome, e spesso mi presento semplicemente come "Pierpaolo, il consulente."
Consulente poi di cosa, in effetti, stà all'altra persona capirlo. Consulente d'immagine, consulente matrimoniale, wedding planner?
Pertanto, per questa mia "colpa", spesso vengo cercato e conosciuto semplicemente come mi presento. Non che poi faccia tanta differenza. In genere, dalle mie parti, usano il "lei" per i primi 30 secondi. Al 31esimo diventi l'amico di una vita a cui dare del tu. Non mi da fastidio ormai ci sono abituato.
Però...quando poi coloro che mi cercano, come ad esempio ieri al telefono, si fregiano dei loro numerosi titoli rivolgendosi a me semplicemente con Pierpaolo, vagamente mi rode.
Ma, per fortuna, mi passa velocemente.
Non perchè mi creda superiore a loro, me ne scanso e libero. Semplicemente ho un punto di vista differente. Credo, infatti, che non sia il titolo a fare la persona. Ho sempre creduto più nella sostanza che nella forma, nei fatti piuttosto che nelle parole.
Sono un aspirante commercialista vagamente freak che vede il mondo un pò a modo suo, e non m'importa delle apparenze e dei titoli. Lo scrive uno che d'estate va al lavoro in bermuda, che se può si muove in bicicletta e che veste spesso con jeans e felpa, anche in presenza di dottoroni, professoroni e faciloni dell'ultima ora.

3 commenti:

  1. Sottoscrivo, anche io tendo ad essere nota come Federica molto più che come la dottoressa tot, e sincreamente preferisco così, d'altra parte tendo a non farmi impressionare dai titoli altrui, forte come te della convinzione che non sono i titoli a fare la parsona :)

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  2. Io sono tipicamente noto per cognome e basta. Ci tengo molto a precisare che non sono dottore quando qualcuno mi appella in tal modo, evito accuratamente di farmi chiamare ragioniere anche se qualcuno ha preso il vizio e non c'è modo di levarglielo (fortuna che sono pochi e ho a che fare con loro molto di rado), non mi faccio mai dare del lei da persone a cui è quasi necessario che io dia del tu, e viceversa non do mai del tu a tutto il resto del mondo a meno che mi venga esplicitamente chiesto, e soprattutto non so perché sto scrivendo tutto ciò :-D

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  3. Le freak cest chic :-)
    Sono pienamente d'accordo su tutto dalla prima all'ultima riga che hai scritto e anzi se potessi cliccherei sul tasto:
    Pierpaolo ci piace!
    Anni fa al lavoro con me c'era una ragazza che si scandalizzò perchè il direttore ci dava del tu e lei pretese che le venisse dato del lei con fare un po' pomposo, beh ebbe il lei. (Cosa che io avevo caldamente sconsigliato conoscendo l'ambiente oserei dire "frizzante" in cui lavoravamo)
    E naturalmente, siccome il direttorone era un tipo un tantino diciamo "esuberante", quando un bel giorno gli partì la vena e dovette mandarla a "spendere" le disse (cito testualmente):
    SA COSA LE DICO SIGNORINA? LE DICO CHE LEI PUO' ANCHE ADARE A CAGARE, LEI. E SI LEVI DALLE BALLE ANCHE IN FRETTA PERCHE NON LA SOPPORTO PIU'"

    Ecco non che quest'uomo fosse il massimo della finezza ma era per sottolineare il concetto di cui al post :-) Lei era una Signorina petula e lui per niente un duca, in sostanza.

    Evviva Pier in bermuda quindi!
    bacis

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