martedì 20 gennaio 2009

Ho problemi con la gente

Lo diceva spesso, qualche anno fa, Valerio Mastandrea nel breve e rimpianto mini serial TV Buttafuori.
E mi sa che mi calza a pennello. Insomma, ci sto pensando da tempo e più vado a vanti e più me ne convinco che, con la gente, proprio non ci so fare.
Ecco, fin quando si tratta di aspetti asettici, per dire così, come nell’ambito lavorativo (coi capi, coi colleghi e con i clienti) ho poche pecche. Penso di essere, soprattutto, disponibile.
Anche nel classico “buongiorno-buonasera” non ho problemi; talvolta, quando passeggio per le vie del mio paesetto mi ritrovo a salutare diverse persone, conoscenti soprattutto.
Ma appena provo a varcare quella sottile ed invisibile linea che porta a quel qualcosa in più, ecco che prendo pali a non finire.
E così, stamattina, ho osato spingermi in là con una cliente, ricordandole, simpaticamente con una telefonata, di fare le ricevute fiscali.
Risultato? Gelo totale! Distaccata, quasi scocciata per la telefonata che, ripeto, voleva essere solo un modo simpatico per ricordarle una cosa che, su sua stessa ammissione, avrebbe forse dimenticato nei primi giorni di inaugurazione della sua attività.
Si sarà forse offesa? L’ho infastidita? Pensava che ci stessi provando? Bof…
Fatto sta che mi liquida velocemente con un “Grazie Pierpaolo, gentile e premuroso come sempre” che letto così mi farebbe passare per uno che non s’accontenta, ma sentito per telefono, lo assicuro, l’ho avvertito più come una presa per il qu che altro e che, inevitabilmente, ha eretto un muro che non oserò certo più scavalcare.
Non è la prima volta che vengo cercato e trattato solo fin quando servo, fin quando gli altri hanno bisogno di me, poi, finito il bisogno, finito tutto.
Soprattutto nell’ambito lavorativo, non sono comunque pochi i clienti che seguo che a 4 occhi sono gentili, educati e prodighi di complimenti ma che poi, se incontrati per strada, fanno addirittura finta di non vedermi.
Anche con i colleghi non è da meno. Se si tratta di essere aiutati per qualsiasi cosa, tutti grazie e sorrisi, ma MAI una volta che qualcuno si sia sprecato di dirmi “Oh, stasera che ne dici di una pizza?”. E se penso che sono stato convalescente per 3 settimane a casa, e che nessuno di loro s’è minimamente preoccupato di venirmi a fare uno straccio di visita (solo qualche telefonata che pareva più una scusa per poi chiedermi cose di lavoro), ancora mi girano.
E quindi?
Bof…so stufo.

7 commenti:

  1. Mah, guarda, dopo aver trascorso una bella carrettata di anni a pensarla esattamente così, alla fine ho deciso che non sono io ad avere problemi con la gente, è la gente ad averceli per conto suo. Peggio per loro.

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  2. Peggio per loro sì, ma fino ad un certo punto perchè, almemo io, non riesco ancora del tutto a fregarmene. E comunque poi è una bella rosicata di fegato quando, ritornato il bisogno, ritornano a sfracagnarmi le bolas. Ed è lavoro purtroppo, non posso certo negarmi o dirgli "mò t'attacchi" -___-

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  3. E infatti. Il lavoro è lavoro, lo faccio perché devo, fine. Vienimi a chiedere qualcosa di extra e no, mi spiace ma no. Chi si è guadagnato il diritto di occupare il mio tempo e i miei pensieri fuori dalle necessità, evidentemente se lo merita. Chi dà per buono di doverlo avere, si impicchi. Facile.

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  4. Una canzone dice "non siam tutti perfetti, ognuno c'abbiamo i suoi difetti"....non siamo per tutti e siamo anche un po' difettosi eccheccavolocenefrega! Farsi prendere dalla sindrome di calimero è poco produttivo, sono nero, sono brutto, sono piccolo nessuno mi vuole? bah...fa tanta tenerezza ma fin che è un pulcino dopo serve solo a farsi venire il malumore. Un 50% -50% direi che la vedo più reale come visione, come causa-effetto. Un po' siamo noi che non facciamo o non sappiamo fare (si impara, ci si plasma) e un po' sono gli altri che non capiscono, non vogliono capire, non sono "adatti" a noi. C'è chi sceglie, pochi ma buoni e quei pochi e buoni li coltiva e chi sceglie tanti tanti tantissimi e allora basta aprire la porta, dire tre caz...si può dire cazzate? essere sempre accondiscendenti e con poca personalità e...ci si circonda di gente...amici non so ma gente sicuro.
    Del resto guarda che razza di descrizione te metti nel blog.....pare il lupo mannaro eddaiiiiiiii....anzi mettere fotina senza manona che sei taaaaaaanto caruccio ;-)

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  5. X CMT: il tuo ragionamento è giusto. ma per me è difficile da attuare per due motivi. Il primo, sono fesso, il secondo, sono fesso -__-;

    X anonimo (quando poi inizi a firmarti stappo una gazzosa): cazzate si può dire, inoltre non è questione di sindrome di calimero (che, per carità, talvolta mi prende) è solo non vedersi riconosciuti quel minimo di gratificazione che poi ci spinge a fare e a rifare.
    Infine, per la foto, non ho nulla di più decente da mettere a patto di non andare a scovare le foto della comunione.

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  6. oh buon giorno!
    se mi firmo che anonimo sono?!
    Cmq vai di gazzosa....voglio proprio vedere se alle nove e trenta di mattina hai coraggio di bere quella skifezza! prrrrrrrrrrr
    Ultima considerazione prima della "grande firma"...vuoi dire che non mi riconosceresti anche in mezzo a venti anonimi?
    bah...
    Firma:
    Eli :-)

    ps: sulla foto obbietto tant par cambièr, se serve cerco qualcosa io ;-)

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  7. ciao! ho trovato il post googlando "ho problemi con la gente"
    lavori da un commercialista? benvenuto nel club :)
    dopo 10 anni di ufficio sono giunto a queste conclusioni:
    1) se fai 99% le cose ok la gente ti ricorderà per l'1% che hai cannato
    2) sono tutti molto bravi a fare gli "splendidi" con il culo/soldi/faccia degli altri
    3) sono tutti molto selfish e pronti ad usarti
    4) se fai capire ad un arrogante cretino che hai capito che è un cretino e che ti stai comportando apposta per farlo sentire ancora più cretino... scoppia la bomba!
    5) l'unica pelle da salvare è la mia (nostra, insomma)

    ciao!!
    Denis
    chicosmith@tin.it

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