sabato 10 gennaio 2009

Le spade della fetecchia


Non sono un gran lettore, nel senso che, contrariamente ad altri, leggo sì ma abbstanza lentamente.
Solo qualche volta, avvinto dalla trama di un libro, mi è capitato di polverizzarlo in tempi assai celeri.
Allo stesso modo, solo qualche volta, mi è capitato di mollare un libro senza finirlo.
Ecco, questo evento è successo ieri sera, precisamente, quando arrivato a circa una 80ina di pagine dalla fine ho deciso di farla finita con stà chiavica.
Il libro (anche se sarebbe meglio definirlo, appunto, fetecchia rilegata con fogli che, spero, almeno siano reciclati) fa parte dell'ennesima trilogia fantasy (prima o poi dovrò scoprire perchè, per forza, il 90% degli scrittori fantasy non riesce a scrivere qualcosa di decente in un solo benedetto libro!) edita dalla Armenia.

Nella fattispecie stò parlando de "Le Spade di Evening Star - i Cavalieri di Myth Drannor" scritto (e anche quì direi meglio, zappato) da tale Ed Greenwood.
Insomma, tale è l'orrido che ho provato durante la sua lettura che la mia memoria ha cancellato, fortunatamente, la miriade di non nulla che lo permea.
Storia noiosa e senza senso, personaggi (protagonisti ed antagonisti) di un piattume colossale e di un'antipatia unica e poi...?
L'autore, in numerose occasioni, cita personaggi e creature senza sprecarsi un minimo a spiegarli o introdurli (ancora mi domando cosa sia un hargaunth, o del perchè esistano e che scopi perseguano le "caste" dei Maghi della Guerra e dei Dragoni Purpurei, solo per citare i più evidenti e ricorrenti).
E, sinceramente, mi fermo quì solo per non dare oltremodo credito a tale spreco di denaro (15 sonanti euri) che spero, sinceramente, di evitarvi nel mio piccolo.
Però...ripensandoci un pregio penso che lo abbia.
Infatti, dopo le mega abbuffate di questi giorni di festa o per chi soffre di stitichezza, potrebbe essere decisamente un toccasana.

5 commenti:

  1. Il perché delle mancate spiegazioni credo dipenda dal fatto che (se vedo bene) è un romanzo ambientato nei Forgotten Realms di D&D e magari l'autore suppone che le cose in questione il lettore le sappia già (non che sia un atteggiamento minimamente sensato, ma tant'è).
    Il perché si debba per forza scrivere trilogie resta un mistero anche per me.

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  2. Verissimo, è però pur vero che in altri libri ambientati nei Forgotten Realms gli autori (R.A. Salvatore ed esempio), almeno, si sono sprecati a descrivere il minimo sindacale immaginando, giustamente, che non tutti i lettori fossero così scafati.
    Comunque ieri sera ho iniziato a leggere il 3° libro di Elric (quello che comprai in libreria a Rimini) ed è tutt'altra cosa.

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  3. Bello Elric!!!!!!!!!!!
    ok, attacco isterico a parte ci terrei ad esprimermi in quanto esperta: essendo notoriamente stitica ti garantisco che un libro brutto non aiuta assolutamente a liberarsi della pesantezza, anche per questa semplice operazione un buon libro dà il meglio. Però posso suggerire l'uso alternativo per chi ha finito la carta igienica :)

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  4. No, no Fed, un buon libro è da evitare in quei casi, ti concentri sul libro e smetti di concentrarti su... altre cose... :D

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  5. Sarà, ma io ho amato Il Signoree degli Anelli.. eppure come lui nessuno mai...
    vabbè, in effetti in campo fmettistico a farmi quell'effetto è Claremont (e non scherzo, lo giuro)

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