giovedì 29 gennaio 2009

Jonathan Dimensione Avventura


Pochi minuti fa, su radio rock, hanno trasmesso la sigla d'apertura di Jonathan Dimensione Avventura.
Per poco, una volta capito cos'era il tema musicale proposto dal dj (parlo di qualcosa che udii, se va bene, per l'ultima volta circa una 20ina d'anni fa) non sono caduto dalla sedia per l'emozione.
Cavolo quanti ricordi mi porta alla mente quel programma. Interessante, mai noioso (come talvolta, non me ne vogliano Piero ed Alberto Angela, capita lo sia Quark) garantito, principalmente, dal carisma del suo conduttore Ambrogio Fogar.
Un tipo avventuroso, amante della natura e del mondo. Lo vedevo a condurre vestito alla Indiana Jones (talvolta anche con tanto di cappello) e comunque sempre "sportivo", soprattutto mi ispirava (e ispira) sempre una grande libertà.
Ricordo, seppur vagamente, la sua impresa di raggiungere il Polo Nord in slitta assieme all'intramontabile e inseparabile aski Armaduk, ma fu una delle tante.
Da qualche tempo Ambrogio Fogar è morto; quando sentii la notizia al TG mi intristii parecchio. Per la sfortuna che lo colpì, ma anche per il grande coraggio dimostrato ad affrontare le difficoltà che la vita, in modi diversi, gli ha posto davanti (molte delle quali insuperabili per parecchi).
E quando sento di queste persone...mi sento fortunato per stare, tutto sommato, bene in salute, di avere un lavoro, di avere qualche (ma fondamentale) affetto; ma mi sento anche tanto inutile.
Penso infatti che la grandezza della vita di un uomo non si misuri in termini di età o, peggio, di quanto ha e possiede, ma si basi su ciò che fa, su ciò che compie e porta a termine, su ciò che supera con tante difficoltà. Io non credo di aver fatto nulla di particolare nella mia, troppe paure, troppi limiti imposti o autoimposti, e allora...che campo a fa? Me lo domando spesso, quando persone migliori di me arrancano o peggio finiscono troppo presto la loro presenza.
Chissà se, come Akka Mouth, riuscirò a raggiungere la piena libertà di fare, dire e pensare tutto ciò che voglio senza limiti, senza costrizioni, per sentirmi vivo.
Anche solo per un giorno...sarebbe bello essere come Akka o come Ambrogio.


5 commenti:

  1. Jonathan dimensione avventura.... che meraviglia!!! e che nostalgia!!!

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  2. Fantastico Jonathan dimensione avventura!....

    E grande Fogar, uno che ha affrontato la vita come affrontava le avventure nel suo programma, anche quando la vita si è fatta difficile.... C'è molto da imparare dalle persone come lui.... :)

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  3. Per come l'abbiamo conosciuto noi un grande uomo, con tanta voglia di vivere e di mettersi alla prova.
    Forse a volte senza cercare tanto oltre la linea di confine basterebbe essere fieri di esserci. Vivi nel sole che ogni giorno vediamo, nel mare che vedi quando corri e nell'aria che respiri libero di respirarla o meno come ti pare, libero di decidere se uscire o no, nel famoso "ovvio" di tutti i giorni che ci sembra tanto scontato ma in realtà non lo è.
    Vivi senza cercare sempre un grande motivo per esserlo. Vivi e basta, importanti anche solo per quel minuto di gloria che ci dà un amico nel farci sentire importanti.
    Eli

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  4. Per quanto molti pensino il contrario, io trasmissioni come Jonathan, ma pure Quark e compagnia bella non le ho mai viste (nel secondo caso soprattutto perché gli Angela mi stanno allegramente sull'apparato riproduttivo).
    Il Fogar televisivo mi stava peraltro abbastanza antipatico. Per quello "avventuriero" e "umano" il massimo rispetto.

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