martedì 10 febbraio 2009

Che giornatina


E mi domando come dopo una giornatina così ho ancora voglia di fare un dolce...

No, questa è una cavolata!
Certo, se davvero volessi un dolce lo farei, ma non è questo il punto. Il fatto che abbia avuto una giornatina assai intesa, questo è il punto, per di giunta esclamativo!

Chi dice che il lavoro da commercialista è un lavoro d'ufficio afferma, probabilmente, il falso.
Ora, o sarò l'unico di questa categoria a passare giornate intere in giro per uffici vari e clienti, oppure c'è un mito da sfatare.

Oggi, la mia stanza in ufficio, m'ha visto per un paio d'ore; le altre 6 (quasi 7 visto che a pranzo ho fatto per di giunta tardi) le ho passate da dei clienti.
Ma non mi lamento, anzi lo trovo una parte del lavoro abbastanza dinamica, che mi permette un maggiore contatto con le persone (certo, quando queste poi sono gradevoli e gentili la cosa pesa ancora meno) anche se qualche contro c'è sempre.

Il contro numero 1 è che, in ufficio, sono L'UNICO a dover gestire le contabilità esterne; gli altri, seppur titolati, intelligenti, simpatici e carini, sono, chissà perchè, esentati.
Il contro numero 2 è che, ovviamente, sono allo stesso tempo L'UNICO referente di codesti clienti esterni. Per la serie, telefonano e chiedono di me, talvolta per cose che anche i miei colleghi saprebbero dirgli ma, nonostante ciò, vogliono sentirle dette DA ME (magari ci starebbe anche d'essere orgogliosi di questo attaccamento...).
Il contro numero 3, quello che mi fa girare alquanto le bolas, è che, salvo casi sporadici, IO faccio il lavoro, IO risolvo i problemi, ma ALTRI se ne prendono i meriti.

Sono per il gioco di squadra, sia ben inteso, ma anche certi individualismi andrebbero premiati.
Mi sento un pò come quando, durante qualche storica sessione di D&D, col mio guerriero sfinivo il mostrone di turno (magari smenandogli 49 puntiferita a furia di spadate) e poi arrivava mio cugino (non Carmelo) che con il suo odioso elfo colpiva il suddetto mostrone facendo il misero punto ferita rimasto, beccandosi per intero tutti i punti esperienza!

7 commenti:

  1. Naaaaa, la colpa è del master: i px io li distribuivo a seconda di come giocava ognuno e di cose combinava, mai seguita la regola dell'attribuzione matematica ^__-
    idem dicasi per il lavoro: la colpa è del master-capoufficio: però dai, che i clienti vogliano sentirsi dire le cose sempre e solo da te, vuol dire che solo di te si fidano.

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  2. @Fed: con buona probabilità ero IO il master! :P
    @Pierpaolo: credo funzioni così in tutti gli uffici, altro motivo per cui qualche anno fa mi sono fatto cambiare di reparto. Ora nel mio ruolo ci sono solo io, per cui oneri e onori sono miei e basta (nell'altro comunque le cose che facevo le facevo solo io, ma gli onori spettavano ad altri che neanche avevano idea di cosa fossero e come si facessero)

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  3. La tua è una storia che si ripete. Anch'io qualche anno luce fa lavoravo da un commercialista e facevo le tue stesse identiche riflessioni!
    Brrrr! Che brutti ricordi!!

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  4. Questa storia mi ricorda vagamente quella di qualcun altro, ovvero la mia :-) Com'è che si dice? Mal comune mezzo gaudio! Un saluto.

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  5. @Novemberside: personalmente sono sempre stato convinto che quella frase sia una delle più grandi cavolate mai partorite dalla cosiddetta "saggezza popolare" ^___^;;;

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  6. Non ti invidio:) Soprattutto i piccoli imprenditori, quando parlano del loro commercialista dicono solo che gli costa un salasso, senza pensare che sono loro, da dietro le quinte a far quadrare i bilanci. Devi quasi ringraziarli di averti offerto di sbrigare le loro beghe:)

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  7. CMT, non ci crederai ma a dire il vero ne sono convinta pure io ;-))

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