lunedì 2 febbraio 2009

Placcando con la febbre (cronaca di una 2° nottata di passione)

E' ufficiale, l'influenza che c'ho è un pò bislacca. Durante le ore del giorno mi fa stare abbastanza bene, mentre di notte si scatena non facendomi dormire.
Pertanto, anche questa notte appena passata, l'ho trascorsa per la maggiore sveglio; a farmi compagnia, in assenza di ballerini e fantasmi un pò incazzati, c'hanno pensato dei giocatori di football americano.
Sì perchè sulla RAI, stanotte in tarda ora, hanno trasmesso in diretta il Superbowl che si è giocato tra i Pitsburg Steelers e gli Arizona Cardinals.
Beh, che dirvi, ho visto praticamente l'intero secondo tempo (diviso in due quarti, come consuetudine degli sport americani) e mi è piaciuto un sacco! Pochissimi momenti morti, azioni su azioni e incertezza fino alla fine (pensando che gli Steelers hanno avuto la matematicità della vittoria a soli 35 secondi dalla fine dell'incontro realizzando un touchdown entusiasmante).
Alla fine del tutto m'è venuto spontaneo (forse anche stupidamente) confrontare tale sport con il "nostro" amatissimo calcio.
Ebbene, il confronto è stato drammaticamente negativo! Non ricordo, a memoria, di essermi entusiasmato per una partita di calcio da almeno una decina d'anni (neanche la famigerata finale dei Mondiali del 2006 mi entusiasmò particolarmente se non a livello prettamente emotivo); nel calcio (nostrano ma anche estero) non c'è quasi mai ritmo, spesso si perdono 2/3 delle partite a fare passaggetti, falli, a buttare fuori la palla senza particolari emozioni. Eppure la gente, "noi", ne siamo pazzi.
Mi domando sinceramente il perchè.
Forse perchè, è quasi vero, che _tutti_ sanno dare un calcio ad un pallone mentre, non me ne vogliano, ma per giocare a football o anche a rugby ci vuole un minimo di physique du role, ma, soprattutto, allenamento non solo fisico ma anche tecnico (ripeto, un calcio, storto o dritto, anche con i dopo neve, lo sappiamo dare tutti, un rovescio nel tennis, ad esempio, richiede, talvolta, ore di pratica solo per essere impostato).
O sarà che, come invece credo fermamente, il calcio ci VIENE PROPINATO un tutte le salse (anche quello in versione beach durante il periodo estivo per non parlare delle inutili e ridicole amichevoli precampionato la cui, peggiore, a memoria, non me ne vogliano i tifosi della Vecchia Signora, è quella tra Juventus A e Juventus B!?) a discapito di altri sport che, al minimo, vengono relegati alla visione, dei già pochi appassionati, in orari e formati assurdi?
Il rugby è uno di questi, e se non ci fosse La7 che, almeno, trasmette il 6 Nazioni, non lo conoscerei, e men che mai, mi ci sarei appassionato.
Ma penso anche al tennis (sport che praticavo in gioventù) che se va bene viene trasmesso da schifo SOLO durante gli Internazionali di Roma, ma anche al basket (praticato anche quello dal sottoscritto), al volley e a tanti altri sport più o meno conosciuti.
Soprattutto, e quì chiudo il discorso, da un pò di tempo, vedo il calcio (e non lo sport in genere) usato, per dirla alla Marx, come oppio per i poveri; usato ad arte quasi fosse una sorta di sedativo da impiegare nei momenti di maggiore agitazione del popolo (per la serie: c'è crisi? cosa c'è di meglio che organizzare una bella partita tra scapoli VIP ed ammogliati VIP, passarla in TV e dire che, parte del ricavato, andrà in beneficenza per i bambini del Vattelappescastan?) e la cosa mi spaventa non poco.

P.S. Ultima cosa, nell'intervallo tra i primi ed i secondi due quarti del Superbowl, ha tenuto un miniconcerto Bruce Springsteen che ha suonato alcuni pezzi storici proponendo poi, un assaggio anche il suo ultimo e recentissimo lavoro. Da noi, anche quì, se va bene anche durante gli eventi clou della stagione calcistica, il massimo che possiamo aspettarci è la Tatangelo >____<

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